E’ difficile fare il vino in casa?

La soddisfazione di produrre il vino in casa

Uno dei sogni di moltissime persone è quello di produrre attraverso un procedimento interamente casalingo un vino di ottima qualità per uso personale o da regalare agli amici.

C’è da dire sin da subito che non si tratta certo di un procedimento impossibile da portare a termine. Sicuramente anche noi conosciamo qualcuno che si è cimentato in questa impresa e che ci ha fatto assaggiare il vino prodotto, assicurandoci sulla sua genuinità. E quasi sempre la prova dell’assaggio non viene superata, con qualche eccezione…

Fare il vino è infatti un’arte, qualcosa che necessita di metodo ed esperienza. In questa guida offriremo alcune linee guida utili per chiunque volesse provare questa esperienza.

Il processo per produrre il vino in casa

La prima scelta che dovremo effettuare riguarda il tipo di vitigno. Scegliamo un tipo di uva in base ai nostri gusti personali.

Il momento della raccolta è di fondamentale importanza. Stiamo parlando di una produzione casalinga, e pertanto di un processo che può prendersi la libertà di scartare tutto quello che può incidere negativamente sul prodotto finale, tra cui acini ammuffiti o andati a male. La raccolta deve avvenire anche nel momento giusto. Attraverso un refrattometro potremo stabilire se è stato raggiunto il grado zuccherino ideale. Conoscendo il grado zuccherino possiamo stabilire già il futuro grado alcolico. Basterà moltiplicare il grado zuccherino per 0,6.

Il primo processo che bisogna eseguire è quello di eliminare i raspi e spremere l’uva per fare uscire il mosto. Ci servirà quindi un torchio per uva, in grado di rompere gli acini e far fuoriuscire il succo.

Le bucce ed i raspi contengono una sostanza chiamata Tannino che è la responsabile del gusto astringente. Esagerando con la spremitura si finirà per conferire al vino un gusto amaro e poco piacevole.

A questo punto dovremo raccogliere in un contenitore, preferibilmente un tino in plastica alimentare, sia il succo che le bucce, che contribuiranno a trasferire i polifenoli, le sostanze responsabili dell’aroma finale.

Nel tino avviene il processo cardine della vinificazione, chiamato fermentazione. La fermentazione non fa altro che trasformare lo zucchero presente in alcol ed ha una durata che va dalle due settimane ai 30 giorni circa. Un mostimetro ci rivelerà se il processo di trasformazione è terminato. Per avviare il processo, dovremo aggiungere una quantità adeguata di lieviti.

Durante la fermentazione dovremo, attraverso l’utilizzo di un follatore, rompere il “cappello” che si forma in superficie e che andrebbe ad inibire la fermentazione, bloccando l’ossigenazione.

Ora potremo travasare il mosto nella pressa per una seconda pigiatura e successivamente trasferirlo nelle damigiane di vetro, filtrandolo dalle impurità.

Il travaso ripetuto ci offrirà la possibilità di filtrare al meglio il vino. Questo è anche il momento per aggiungere dei chiarificanti che renderanno il risultato finale meno torbido.

Dopo la prova dell’assaggio non ci resta che conservare il nostro buon vino in un contenitore adeguato: dei contenitori in acciaio o delle damigiane di vetro o delle botti di rovere se desideriamo ottenere un prodotto invecchiato e dall’aroma ancora più esclusivo.

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